Il Mattino della Domenica, 16 settembre 2021 – Religiosità e rarità musicali.

Riportiamo di seguito il foglio si sala dell’importante evento che si è tenuto il 16 settembre 2021

Guglielmo ZUELLI (1859-1941)

– Dopo il pianto – Romanza op. 18 per violino e pianoforte –

– Miserere (prima esecuzione assoluta postuma)
– Missa Sanctae Agnetis V.M. a 2 voci e harmonium

(Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus-Benedictus, Agnus Dei)

Alberto FRANCHETTI (1860-1942)

– Elegia per violino e pianoforte
– Idillio campestre per pianoforte e melodium – Il mattino della domenica

Esecutori

Cappella Musicale della Cattedrale di Reggio Emilia

Sara Fornaciari e Loredana Bigi, soprani Paola Garavaldi e Morena Vellani, mezzosoprani Ettore Schiatti, baritono
Primo Iotti, direttore

Rocco Malagoli, violino Paolo Andreoli, pianoforte Armando Saielli, harmonium

Guglielmo Zuelli (1859-1941) e Alberto Franchetti (1860-1942) sono vissuti nello stesso arco temporale nascendo e morendo ad un anno di distanza l’uno dall’altro. L’occasione dell’80° della loro dipartita, volutamente anticipata per Franchetti, offre l’occasione per proporre la risicata produzione sacra di entrambi, genere perseverato durante gli anni di studio veneziano per Franchetti e nel primo importante incarico palermitano (Direttore del Conservatorio) per il giovane Zuelli.

Guglielmo Zuelli nacque in via Mari nel pieno centro storico a Reggio Emilia; trascorse un’infelice infanzia dettata dalla prematura morte dei genitori (la madre, Giuseppa Caprari, era originaria di Montalto e cugina dei Neroni di Casola Querciola) e il successivo ingresso nello storico Orfanatrofio cittadino dove, però, ebbe modo di studiare musica ed essere inviato a Bologna per ottenere un titolo di studio. Da qui, grazie all’interessamento di personaggi illustri e la vincita del Concorso Sonzogno, iniziò un’importante attività professionale come direttore d’orchestra e compositore portandolo alla nomina di Direttore del Conservatorio di Palermo dove rimase quasi 20 anni. In questo felice periodo della sua vita gli vennero commissionate alcune pagine sacre da parte di un Istituto religioso femminile: Messa di Sant’Agnese, Salmo Miserere e l’Antifona Hodie Christus natus est – Mottetto per doppio coro, tutti brani originali con harmonium.

Zuelli ha dedicato all’organo tre titoli di cui uno con violino, scritto negli anni palermitani. Dopo la prematura morte della moglie e della figlia poco più che ventenne, Zuelli viene trasferito a Parma, sempre come Direttore del Conservatorio, al fine di poter essere più vicino ai pochi parenti querciolesi. Dopo altri 20 anni trascorsi a Parma, vivendo il dramma della Prima Guerra Mondiale, si ritira in pensione ma trascorre altri tre anni ad Alessandria per istituire il Liceo Musicale al fine di farne un futuro Conservatorio. Morirà a Milano quasi non vedente un anno dopo la morte del figlio quarantenne Renato, promettente violoncellista. Zuelli fu un prolifico compositore: scrisse due opere liriche (una mai rappresentata), grandi poemi sinfonici, musica da camera, musica corale, liriche vocali da camera e alcuni brani per pianoforte.

Molto singolare è osservare come un musicista di antica famiglia ebraica (Franchetti-Rotschild) abbia scritto una pagina ispirata al Cristianesimo; questo è dovuto al suo insegnante veneziano, Nicolò Coccon, Maestro di Cappella della Basilica di San Marco dal 1871 al 1894. Il brano intitolato Il mattino della domenica venne scritto in origine per le quattro voci canoniche, Soprano, Contralto, Tenore e Basso ma questa versione non è giunta fino a noi; l’unica in nostro possesso è una riduzione a tre voci redatta da Mons. Lorenzo Canal, importante sacerdote ed appassionato musicista operante a Venezia a cavallo tra il XIX e XX secolo.

Sempre dello stesso periodo giovanile veneziano (i Franchetti, oltre al Palazzo in Via Emilia Santo Stefano ed il Cavazzone, abitavano nella celebre Ca’ d’oro sul Canal Grande) è l’Idillio campestre, raro duo per pianoforte ed harmonium (denominato Melodium da Franchetti) scritto con lo pseudonimo Alberto Aldi, utilizzato in alcune composizioni giovanili.

Franchetti godette di una certa fama al suo tempo per essere stato un operista verista; basti ricordare alcuni dei titoli più importanti come Asrael, Germania, Cristoforo Colombo, La figlia di Iorio, Fior d’alpe ed altre meno rappresentate. Scrisse inoltre una Sinfonia per orchestra, tre brevi brani per pianoforte, una Romanza per violino, diverse Liriche per canto e pianoforte e brani di musica da camera andati perduti.

Franchetti e Zuelli erano entrambi frequentatori della “Società del Pito”, un’associazione culturale, ludica ed enogastronomica presente a Reggio Emilia tra la metà del XIX secolo e gli inizi del XX che raggruppava personaggi illustri del tempo: avvocati, medici, militari, nobili, artisti, tutti uniti dal comune intento del mangiar bene e con un palco a loro disposizione presso il Teatro Municipale.

Note a cura di Matteo Malagoli

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